Il gusto della Cooperazione

L’Emilia-Romagna spicca nella prima edizione de “Il gusto della Cooperazione”, la guida ai ristoranti cooperativi promossa da Confcooperative Emilia Romagna e Fondosviluppo e realizzata dall’editore Pecora Nera.
Con ben 31 ristoranti su un totale di 109, l’Emilia Romagna è la più rappresentata in questa pubblicazione dedita a esplorare le realtà cooperative che, attraverso la ristorazione, coniugano gusto, inclusione sociale, valorizzazione del territorio e promuovono una cultura dell’accoglienza.

Per quanto riguarda la realtà di Ferrara, anche il nostro Fienile è presente tra i ristoranti cooperativi consigliati dalla guida.
A questo proposito la testata giornalistica Il resto del Carlino di Ferrara ha dedicato in data 15 febbraio 2025 un articolo alla nostra esperienza di ristorazione solidale, insieme a quella degli amici del Ristorante 381- Storie da Gustare, gestito dalla Cooperativa Sociale Il Germoglio di Ferrara.
Potete leggere l’articolo cliccando su questo link:
https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/tra-i-tavoli-un-futuro-c7fc04f3?fbclid=IwY2xjawIpYDFleHRuA2FlbQIxMAABHabITBDZ6U4KvhfA3uZvoisJnZJ_GVmU0mqQMNjGBP-nVyhxcjlLBpSktQ_aem_1ArHOa8x6LA0TWU3bfV_FQ

“La ristorazione cooperativa è una realtà che valorizza il territorio e le persone che lo abitano”, sottolinea Pierlorenzo Rossi, direttore di Confcooperative Emilia Romagna, che ribadisce l’importanza di un’economia del cibo sostenibile e accessibile a tutti. “Questi ristoranti rappresentano un modello virtuoso di imprenditoria sociale – continua Rossi – dove la qualità della cucina si unisce a percorsi di inclusione lavorativa, valorizzazione delle produzioni locali e ad una profonda connessione con la comunità”.
Attraverso questa guida, Confcooperative vuole promuovere un turismo enogastronomico consapevole e sostenibile, capace di incentivare progetti che coniugano sapori autentici e impatto sociale.

Chiara Bertolasi, vice presidente di Confcooperative, responsabile dell’area sociale commenta:
“Speriamo che questa guida faccia conoscere ancora di più queste realtà. Non c’è solo il valore del cibo, che certo è buono. Filiere a chilometro zero, ragazzi che trovano un lavoro, agricoltura sociale. C’è un mondo che apre le porte”.